Gruppo Scientifico AMB Missaglia

DESCRIZIONE DELLA SPECIE

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    Divisione    

    Eumycota

    Classe

    Basidiomycetes

    Ordine

    Boletales

    Famiglia

    Boletaceae
     
    Leccinum aurantiacum (Bull.) S. F. Gray.
    Dal latino auraintiacus =  arancione.
    Sinonimo: Boletus rufus (Schaeff.).
    Nome dialettale = rusén.

Cappello: 5 ÷ 20 cm. sferico e caratteristicamente aderente al gambo nel giovane poi emisferico-appianato. Colore tipico arancio-rosso con grosse zone decolorate durante le pioggie persistenti. Cuticola asciutta e spesso screpolata ma vischiosa con tempo umido.

Tubuli: liberi al gambo, molto lunghi come tutto il gruppo, bianco-crema poi grigiastri, asportabili completamente dalla carne del cappello.

Pori: rotondi, piccoli, con colori ai tubuli.

Gambo: cilindrico, slanciato, base spesso con macchie azzurrognole. Colore di fondo biancastro ma ricoperto da squamettature che nel giovane sono bianche poi bruno-nerastre.

Carne: al taglio vira, prima in grigio-rosato poi nerastro, azzurro-blu alla base del gambo. Carne spessa, ben presto molliccia. Sapore dolciastro, odore debole ma fungino.

Habitat: carpino e soprattutto pioppo tremulo, ben presente in molte nostre localitá sia collinari che montane. Settembre-Ottobre.

Commestibilitá: commestibile dopo cottura.

Note: i Leccinum sono una sezione molto caratteristica del Genere Boletus: gambo slanciato, tubuli molto lunghi, scagliette sul gambo, carne molte volte virante (blu-azzurro, rosa, grigio). Tutti commestibili, dopo aver scartato il gambo fibroso, anche se la carne diventa nera alla cottura. Spesso questi funghi  sono  fedeli ad un solo tipo di albero. Nel lecchese  abbiamo pure presente:
- Leccinum quercinus (Pilot e Dermek) strettamente legato alle querce con cappello rosso molto scuro, taglie più grandi e scagliette rossastre. Stupendi sui crinali di Montevecchia.
- Leccinum versipelle (Fr.) Snell. con cappello con tonalitá mai rosso vivo ma giallastro-aranciato chiaro, scagliette sul gambo presenti gia nel giovane e strettamente legato alle betulle. Questo è presente a S. Genesio e in Valsassina.
In Valsassina, nelle pinete ed abetaie e con sottobosco di mirtillo troviamo anche Leccinum Vulpinum (Wathing.) con caratteri simili a Leccinum quercinum ma con meno scagliette sul gambo che sono sempre rossastre; lo caratterizzano però l’esclusivo habitat di conifera.

 

Leccinum aurantiacum

       Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo 

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