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La Brughiera
 
 
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 La Brughiera

Censimento di funghi ritrovati nella Brughiera Brianzola e Comense
Gruppo Scientifici AMB Missaglia (GSM)

     
       Primo ritrovamento nella Brughiera della Brianza
    di Hygrocybe laeta (Pers. : Fr.) Kummer
    ISIDORO COLZANI   
    Viale Cimitero, 1 - 22060 Perticato (CO)
    ALFREDO DELLA ROVERE
    Via E. Fermi, 3 - 22040 Alzate Brianza (CO)
     
    RIASSUNTO
    Vengono descritti i caratteri macroscopici e microscopici e l’habitat di Hygrocybe laeta (Pers. : Fr.) Kummer ritrovata e segnalata per la prima volta nella brughiera della Brianza comasca e precisamente nel territorio di Brenna (CO).
     
    ABSTRACT
    The description of the macro and microscopic characters and the habitat of Hygrocybe laeta (Pers. : Fr.) Kummer is here given, found and signalled for the first time in the Brianza comasca heath, and exactly in the Brenna (CO) land.
     
    DIAGNOSI ORIGINALE LATINA
    Agaricus (Lepiota) laetus: solitarius, pileo carnoso-membranaceo convexo plano viscoso fulvo s. testaceo, lamellis distantibus longe decurrentibus, apice flavis, basi dilute purpurascentibus, stipite longo subtenaci dilute fulvo.
    Hab. in locis montosis graminosis.
    Descr. Stipes cylindricus, 2 unc. et ultra longus, 1½ crassus, viscosus, apice purpurascens. Lamellae 1½ lin. latae, stricte decurrentes, parum crassae, majores altiores, purpurascente-roseae, praesertim ubi in stipitem decurrunt. Pileus ½ unc. latus, sub membranaceus, exsiccatus margine striatus fit. Sapor subdulcis.
     
    L’ambiente della Brughiera
    Territorio che si estende a nord di Milano, in pianura, prima delle colline del Comasco, compreso tra la zona delle Groane a ovest e la Valle del Lambro a est. Il suolo, argilloso e sabbioso, è prevalentemente acido, ed era sfruttato un tempo per le cave di argilla dalle fabbriche di laterizi e mattoni. Ora è un ambiente principalmente boschivo, con presenza di numerose essenze quali Betula pendula, Pinus sylvestris, Quercus borealis, Quercus robur, Castanea Sativa, Robinia pseudoacacia, Robinia farnia e Ostrya carpinifolia. Frequente la presenza di Calluna vulgaris, detta comunemente ‘brugo’, un arbusto a fioritura autunnale che crese su suoli aridi e poveri di humus, da cui deriva il nome del territorio.  Le poche zone sfruttate in agricoltura sono coltivate a prato e a cereali, con prevalenza granoturco.
     
    Ambiente tipico della Brughiera                                                   (Foto A. Della Rovere)
     
    Descrizione macroscopica
     
    Cappello: 10-30 (35) mm, emisferico, poi convesso, infine disteso, vischioso e appiccicoso per il glutine che lo ricopre, di colore ocra-arancio, con margine sottile e più chiaro, striato per trasparenza negli esemplari adulti. Cuticola tenace.
     
    Lamelle: decorrenti, spaziate, spesse, intercalate da numerose lamellule di diversa lunghezza, di color rosa salmone con filo biancastro; assumono un colore grigio verdastro o lilla in età o dopo alcune ore dalla raccolta, anche se talvolta tonalità violette si riscontrano già nei giovani esemplari.
     
    Gambo: 45-60 (70) x 3-5 mm, quasi cilindrico, talora con una scanalatura longitudinale negli esemplari più consistenti, altrimenti esile, concolore al cappello con una zona verdastra o lilla all’attaccatura delle lamelle, ricoperto di un glutine appiccicoso che rende difficile la raccolta.
     
    Carne: esigua, inodore e insapore, di colore biancastro sia nel cappello che nel gambo.
     
    Habitat: in un prato umido ai margini del bosco, con presenza di betulla, pino silvestre, felci e brugo (Calluna vulgaris), in gruppi di numerosi esemplari, da fine ottobre-inizio novembre, fino alle prime gelate
     
    .Hygrocybe laeta
    Hygrocybe laeta                                                                           (Foto I. Colzani)
     
    Descrizione microscopica
     
    Spore: da ovoidali a ellissoidi, lisce; raramente presentano una guttula di dimensioni pari alla metà della loro massa volumetrica, 5 - 8 (9) x 4,5 - 6 µm.
     
    Basidi: a forma di clava e leggermente arcuati, con notevoli sterigmi per dimensioni e forma; la maggior parte tetrasporici, alcuni portanti due (tre) spore.
     
    Caulocute: formata da un intreccio di ife con diametro 2 - 3,5 µm immerse in uno strato gelificato.
     
    Epicute: dalla subcute costituita da ife subcilindriche (a salsicciotto) con dimensioni 30-100 (115) x 10-14 si elevano intrecciandosi numerose ife, ramificato-biforcate con diametro 1,5 - 3 µm. Giunti a fibbia presenti. Uno spesso strato di gel avvolge gli elementi sopraelencati che compongono il caratteristico ixotricoderma.
     
    OSSERVAZIONI
    Durante le nostre frequenti escursioni nella Brughiera Briantea, concentrate soprattutto nei comuni di Brenna, Cantù e Mariano Comense, da alcuni anni ritroviamo, sempre nello stesso luogo, questa piccola Hygrocybe. Si tratta di un roccolo che viene mantenuto pulito tutto l’anno dai rovi e da altre piante infestanti. All’inizio appare nascosta in mezzo al brugo e nel fitto dell’erba, ma una volta trovati i primi esemplari, osservando attentamente il terreno, se ne contano a decine. Il particolare che colpisce immediatamente è la vischiosità che ricopre interamente il fungo, sia sul cappello che sul gambo, che lo fa scivolare dalle mani fino a impedirne la raccolta senza l’aiuto di un coltellino. A una osservazione sommaria questa Hygrocybe potrebbe somigliare a Hygrocybe psittacina, che però non possiede lamelle decorrenti e ha il cappello con colori mutevoli su tonalità verdi e giallastre, raramente arancio. Nello stesso luogo crescono altri funghi, ed è sorprendente che in una così piccola area si possano contare tante specie, come, ad esempio, Hygrocybe miniata (Fr. : Fr.) Kummer, Hygrocybe conica (Sch. : Fr.) Kummer, Russula amoena Quélet, Russula virescens (Sch.) Fr., Leccinum scabrum (Bull. : Fr.) S.F. Gray, Lactarius deliciosus (L. : Fr.) S.F. Gray, Helvella lacunosa Afz. : Fr.
     
    Ringraziamenti
    Un particolare ringraziamento a Carlo Papetti per i consigli e i suggerimenti sull’impostazione dell’articolo.
     
    BIBLIOGRAFIA
     
    Boertmann D. - 1996:  The Genus Hygrocybe - Fungi of Northern Europe, Vol. 1. Rodovre, Denmark.
    Breitenbach J. & F. Kränzlin - 1991:  Champignons de Suisse, Vol. 3. Lucerne.
    Bresadola J. - 1927:  Iconographia Mycologica, Ristampa Candusso M. Saronno.
    Candusso M. - 1997:  Hygrophorus s.l. - Fungi Europaei , Vol. 6. Alassio.
    Cetto B. - 1982: I funghi dal vero, Vol. 3. Saturnia - Trento.
    Consiglio G. & C. Papetti - 2001:  Atlante fotografico dei funghi d’Italia - is  Vol. 2.  Trento.
    Courtecuisse R. & B. Duhem – 1994: Guide des champignons de France et d’Europe. Lousanne.
    Lange J.E. - 1935: Flora agaricina danica, Vol. 2  - Ristampato da Ed. Biella - Saronno.
    Moser M. - 1993: Guida alla determinazione dei funghi, Vol 1, III edizione. Trento.
    Papetti C. - 1998: Alcune Hygrophoraceae interessanti dell’arco alpino e prealpino. Rivista di Micologia 1 : 3-24
     
     
     
     

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